lunedì 14 giugno 2010

RECENSIONE "IN THE MARKET" (di DANIELE FLORIDI)

Recensione 880 – Sezione: Horror italiano.
IN THE MARKET di Lorenzo Lombardi.


Lorenzo Lombardi è “L’enfant prodige” del cinema horror italiano! Dopo la visione del suo secondo lungometraggio IN THE MARKET, il primo è LIFE’S BUT, non ho trovato espressione migliore per definire il giovane e talentuoso regista ‘valtiberino’. Si sentiva proprio il bisogno di un ritorno al cinema del terrore in grande stile, genere troppo spesso bistrattato nel nostro paese, e Lombardi ci offre l’occasione in un piatto d’argento…… anzi, in un market degli orrori!
Il film è stato paragonato ai vari ‘Hostel’ e ‘Saw’ di turno ma, secondo il sottoscritto, li supera di gran lunga per l’intelligente uso della macchina da presa e per un’ottima sceneggiatura di respiro ‘Tarantiniano’… caso assai più unico che raro nel nostro panorama filmico; si veda la rapina alla stazione di benzina in proposito.
Continuatore, ma soprattutto innovatore, di un genere che nel passato tanto ha dato alla nostra cinematografia facendoci conoscere in tutto il mondo grazie ad autori del calibro di Mario Bava, Riccardo Freda, Dario Argento e Lucio Fulci (solo per citare i più rappresentativi)… il regista Lombardi merita attenzione e rispetto da parte della cosiddetta critica ‘colta’ per il suo dedicarsi con tanto impegno e passione, che si avvertono nella visione della pellicola, ad un genere che sembrava quasi estinto.
Di seguito un piccolo assaggio della trama: Tre ragazzi, Sarah, Nicole e David, partono per le vacanze in una calda giornata estiva, ma il viaggio si rivela molto diverso da quello che si aspettavano… durante la sosta ad una stazione di servizio vengono rapinati da due malviventi in maschera. Dopo aver cercato invano di chiamare soccorso arrivano in un Market e l’idea di rimanerci dentro per passare la notte non sarà proprio delle più felici!!!
Per non rovinarvi la sorpresa, preferisco non rivelare cosa succederà all’interno del Market, ma state sicuri che non rimarrete delusi. Sappiate solamente che gli effetti speciali sono opera del maestro Sergio Stivaletti, storico collaboratore di Argento, Soavi ed anche di Roberto Benigni nel suo kolossal ‘Pinocchio’. Stivaletti, a sua volta regista (nel 1997 esordì dietro la macchina da presa con il film ‘M.D.C. - Maschera di cera’, scritto da Lucio Fulci e Dardano Sacchetti), ha mostrato grande interesse sin da subito per il progetto del giovane Lombardi e a quanto pare la pellicola gli ha dato ragione ampiamente.
Il cast è composto dai giovani attori emergenti Elisa Sensi, Rossella Caiani e Marco Martini, tutti perfettamente calati nella parte, che riescono a rendere credibili i loro personaggi senza mai cadere nel baracconesco. Anche se su tutti a mio avviso spicca Marco Martini che sicuramente dopo questa bella prova ritroveremo in molti altri lavori… di solito in queste previsioni non sbaglio…
Accanto ai giovani protagonisti abbiamo la sorpresa di vedere Ottaviano Blitch, reduce dal film di successo di Giovanni Veronesi ‘Italians’ e dalla pellicola ‘Shadow’ di Federico Zampagliene di prossima distribuzione. Blitch ci regala un ‘cattivo’, un macellaio, da antologia degno del miglior Hannibal Lecter! Altra gradita sorpresa, per chi come il sottoscritto è accanito cinefilo, è la partecipazione al film dell’attrice Gloria Coco nella parte di una cartomante… sicuramente i più attenti si ricorderanno di lei nell’ultimo lavoro diretto ed interpretato da Alberto Sordi nel 1998: ‘Incontri proibiti’ (poi rieditato come ‘Sposami papà’) dove interpretava la madre di Federica (Valeria Marini).
In definitiva un film tutto da scoprire, del quale sentiremo parlare a lungo, che come già detto riporta a grandi livelli un genere che in tutto il mondo ha dato tanta notorietà alla nostra cinematografia. Quindi onore al merito al regista Lorenzo Lombardi ed al suo IN THE MARKET.
Al più presto mi riprometto di segnalare il titolo affinché sia inserito nel testo ‘Guida al Cinema Horror made in Italy’ di Tentori e Cozzi, che nella precedente edizione si fermava ai titoli ‘La terza madre’, ‘Il nascondiglio’, ‘Ghost son’ e ‘Il bosco fuori’.

Per qualsiasi errore, inesattezza o semplicemente per scambiare la vostra opinione, potete inviare una e-mail ai seguenti indirizzi: daniele.floridi@studio.unibo.it o info@danielefloridi.com, oppure potete commentare la recensione nel sito www.danielefloridi.com

Daniele Floridi

domenica 21 febbraio 2010

INTERVISTA A LORENZO LOMBARDI (di EMANUELE MATTANA su SOGNIHORROR.com)

Sognihorror.com presenta l'intervista
al giovanissimo regista Lorenzo Lombardi

Lombardi sta ricevendo incredibili consensi grazie alla sua ultima pellicola In The Market, un horror definito dai critici - il SAW italiano!
Non perdete di vista questo nuovo talento!

LORENZO LOMBARDI
Lorenzo Lombardi nasce a Sansepolcro, Arezzo, il 27 settembre 1986, ed è un giovane regista italiano, nonché sceneggiatore e produttore indipendente.
Fin dall’età di 11 anni prende in mano la telecamera del padre e realizza, in mini-DV, i primi corti. Di lì in poi, Lombardi comincia a sperimentare con la telecamera e crea uno staff tecnico ed artistico sempre più vasto e specializzato con il quale collabora e che dal 9 gennaio 2006 si fonda sotto il nome di “WHITEROSEprd. – Produzione Cinematografica”. Questo sarà il marchio che contraddistinguerà il suo gruppo di lavoro e che svilupperà progetti filmici dalla sceneggiatura alla post-produzione e promozione, come LIFE’S BUT (film indipendente e sperimentale che lo ha fatto conoscere) ed il recente e nuovo IN THE MARKET.
Dal 2001 ad oggi realizza vari progetti che sono stati presentati in numerose rassegne nazionali e in ben 3 internazionali: 62° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2005 con NOME 7397), 59° Festival di Cannes (2006 con PIANGE) e alla I° Festa del Cinema di Roma (2006 con NOME 7397).
Nel 2005 s’iscrive al D.A.M.S. dell'Università di Roma3 per frequentare il percorso in REGISTA/PROGRAMMISTA CINEMA e TELEVISIONE. In seguito si forma in vari corsi di teoria/pratica cinematografica e di montaggio, condotti rispettivamente da Federico Greco e Francesco Sauta.
Nel 2007, con l’amico e direttore della fotografia N. Santi Amantini, si cimenta con le nuove forme di registrazione video-cellulare, realizzando un cortofonino dal titolo RESPIRO/BREATH, liberamente tratto dall'omonima opera teatrale di Samuel Beckett, che sarà selezionato per la 4° edizione del POCKET FILM FESTIVAL 2008 e proiettato al Centro Pompidou di Parigi.
Nel 2008 è uscita, edita da “Edimond”, la sua prima pubblicazione: una raccolta di poesie dal titolo MENTRE I TUOI OCCHI DORMONO dalla quale sono stati tratti numerosi corti attualmente in post-produzione.
Nel maggio 2009 ha lavorato al fianco del regista Chris Weitz come assistant director sul set italiano del film NEW MOON – the TWILIGHT saga. Il suo ultimo film “IN THE MARKET” ha vinto 5 premi al TENEBRIA FF 2009, fra cui la statuetta di “Miglior Film”. Il film è stato proiettato in anteprima mondiale il 28 Novembre 2009 a Perugia.

- INTERVISTA -

1. Domanda di rito: chi è Lorenzo Lombardi?
Bella domanda! Lorenzo Lombardi è un eterno sognatore, forse questa è la definizione più giusta. Sono un ragazzo che è incuriosito da molte cose, guardo tutto con particolare attenzione e cerco d’immagazzinare colori, forme, stili. Tutto questo poi lo tengo fino a che non mi serve per qualche mio film o progetto. Sono un ragazzo normale, come tanti, ma che di sicuro dà valore a cose che altri non considerano. Questo è dovuto, diciamo, alla deformazione professionale, se così la si può chiamare.
Mi piace molto dare una visione di quello che vedo attraverso il Cinema, perché ritengo sia l’Arte che più mi si confà, proprio perché racchiude altre arti al suo interno: la letteratura, la poesia, la pittura, la fotografia, il teatro, la musica…

2. In che occasione, per la prima volta ti sei avvicinato alla macchina da presa per girare il tuo primo film?
Mi sono avvicinato al Cinema molto presto. Da piccolo mi divertiva molto essere ripreso, fino a che all’età di undici anni ho preso in mano la telecamera di mio padre, e invece che stare davanti sono passato dietro. Ero io che in famiglia registravo le vacanze, le feste, etc. Qualche anno dopo, in Italia, spopolava fra i ragazzi una serie-tv americana che si chiamava “Dawson’s creek” (ancora oggi vanno in onda le repliche), che io guardavo sempre. Il protagonista Dawson Leery aveva un sogno, quello di diventare un regista affermato. Diciamo che mi sono impersonificato molto! Dì lì in poi ho cominciato con i miei amici a girare corti, soprattutto horror e storici, ma anche spot sociali, fino ad arrivare ai film: da LIFE’S BUT, il mio primo lungometraggio, ad IN THE MARKET.

3. Da cosa prendi spunto per realizzare le tue opere? Ti basi su qualche romanzo in particolare, oppure ti ispiri a fatti di cronaca, o lasci che sia la tua fantasia a gettare le fondamenta per un nuovo film?
Woody Allen una volta ha detto che appunta ogni cosa che gli viene in mente in qualsiasi supporto, foglietti, ritagli di giornali, scatole di fiammiferi e poi ripone il tutto in un cassetto. Al momento giusto lo apre e comincia a mettere insieme una storia. Posso dire che anch’io ho cominciato ad usare questa tecnica, che una sorta di “scatola di Godard” e mi piace molto, perché la fase creativa è come un grande puzzle, dove dici: - Questo va bene, questo no, questo lo tengo per qualcos’altro… Comunque spesso traggo spunto da sensazioni, da idee insolite, che possono essere scaturite dal semplice vissuto, da un tg o da una frase letta in un romanzo. Fino ad oggi, i film che ho realizzato, sono nati da progetti produttivi particolarmente interessanti, ossia storie che mi affascinavano, ma che soprattutto potevano essere realizzate, produttivamente parlando, in maniera abbastanza semplice e quindi con un budget ridotto. Parlo così, perché fino ad oggi mi sono sempre trovato a fare i conti anche con la produzione stessa che è sempre stata curata da me assieme ai miei collaboratori di WHITEROSEprd.

4. Quale regista, secondo te, ti ha influenzato maggiormente per intraprendere questa tua carriera?
Il regista che più mi ha influenzato è di sicuro Quentin Tarantino, un regista che a sua volta è sempre molto influenzato e citazionista. È strano, perché se in una mia opera cito Tarantino, è come se inconsapevolmente citassi anche Sergio Leone, Martin Scorsese, Brian De Palma, George A. Romero o David Lynch, tanto per dirne alcuni. Tarantino mi piace molto, perché nelle sue inquadrature, stile, modo di scrivere, trovo una perfezione che in altri registi non c’è. Un modo originale di concepire una determinata situazione. Amo molto KILL BILL. Ogni inquadratura di quel film è come un dipinto. Pennellate di colore, simmetrie, gusto dell’inquadratura. Ogni cosa è al punto giusto e al momento giusto. Tarantino mi piace molto anche perché non è solo un regista, ma anche uno sceneggiatore mirabile. I registi che preferisco, spesso sono autori a tutto tondo.

5. Cosa potresti dirci al riguardo della tua filmografia? Ti andrebbe di parlarci di qualche opera a te cara?
Ho una collezione di dvd a cui tengo molto. Nell’arco degli anni ho comprato i film del passato che hanno lasciato il segno su di me e oggi, durante l’anno compro tre o quattro film recenti che mi hanno veramente affascinato. Fra gli ultimi ho comprato ORGOGLIO E PREGIUDIZIO ed ESPIAZIONE, entrambi di Joe Wright, I FIGLI DEGLI UOMINI di Alfonso Cuaròn, UN BACIO ROMANTICO di Wong Kar Wai e CLOVERFIELD di Matt Reeves, ma prodotto dal genio creativo J.J. Abrams.
Invece le opere del passato che sono a me care per qualche motivo, sono: QUARTO POTERE di Orson Welles, SHINING e EYES WIDE SHUT di Stanley Kubrick, MULHOLLAND DRIVE di David Lynch, 8 ½ di Federico Fellini, PROFESSIONE REPORTER di Michelangelo Antonioni e FINO ALL’ULTIMO RESPIRO di Jean Luc Godard.
Dando delle motivazioni: Welles mi piace per la profondità di campo e le ellissi temporali, Kubrick per i colori, la simmetria e la poesia, Lynch per la suspense e la sottile linea fra sogno e realtà, Fellini per la direzione degli attori e per i primi piani indimenticabili, Antonioni per i piani sequenza (im)possibili, Godard per gli estremi “jump-cut” e per la verità delle sue immagini.

6. Veniamo ora al tuo ultimo film “In the market”, pellicola che ha riscosso enormi successi vincendo ben 5 premi. Cosa puoi dirci al riguardo di questo tuo film? Ti aspettavi un tale consenso da parte del pubblico e della critica?
Il consenso è un qualcosa che sempre si ricerca, ma che non sempre si trova. Nel caso del Tenebria Film Festival 2009 è arrivato. Abbiamo ricevuto ben 5 premi fra cui Miglior Film, Miglior Attore Protagonista “Marco Martini”, Miglior Attrice Protagonista “Elisa Sensi”, Miglior Effetti Speciali “Sergio Stivaletti” e Menzione Speciale per l’Interpretazione “Ottaviano Blitch”. Non mi sarei mai aspettato un tale consenso. Diciamo che il Miglior Film lo sognavo, ma non avrei mai pensato di averlo fra le mani. È stata una grande emozione e un bel compenso per il lavoro dato a questo film.
IN THE MARKET mi ha impegnato per due anni, dalla sceneggiatura alla post-produzione. Fortunatamente alle spalle ho uno staff consolidato e preparato di tecnici (nonché amici) che mi aiutano in ogni fase. Per questo voglio usare questa domanda anche per ringraziare tutti, ma in particolar modo due persone che mi hanno sostenuto sempre: Eleonora Stagi e N. Santi Amantini.
IN THE MARKET è una scommessa, la voglia di fare un film che attirasse attenzione e curiosità, senza essere un film con tematiche adolescenziali, ma magari di genere. Un film che poteva avvalersi del full-HD e di un sonoro 5.1 con musiche originali. Un film “cotto e mangiato” che doveva avere una forte unità di spazio, tempo e luogo, per citare Tarantino, che doveva raccontare una storia narrata “Dal tramonto all’alba”. Un film low-budget ma con qualità che vanta collaborazioni molto importanti, fra cui quella del maestro internazionale di effetti speciali Sergio Stivaletti e quella di Ottaviano Blitch (ITALIANS e SHADOW) attore di indiscussa bravura che ha interpretato, come solo lui poteva fare, il cattivo di turno.

7. Per realizzare il film “In the market”, ti sei avvalso della presenza di un Mostro Sacro del cinema horror italiano, per realizzare gli effetti speciale di make-up, vale a dire Sergio Stivaletti. Cosa puoi dirci di questa tua esperienza lavorativa con il Maestro Stivaletti?
Sergio Stivaletti per me era veramente un “Mostro Sacro” inarrivabile. Ci siamo conosciuti ad un festival e gli ho parlato del mio progetto. È rimasto sin da subito colpito e mi ha dato un appuntamento a Roma per parlarne meglio.
Eravamo indecisi se dare inizio alle riprese nel luglio 2008 o aspettare settembre, ma non appena Sergio ha dato il suo benestare per luglio, abbiamo subito messo in moto la macchina IN THE MARKET.
Il giorno dell’incontro a Roma, mi ha aperto la porta del suo immenso laboratorio e sono rimasto come un bambino che entra per la prima volta al luna-park. C’era di tutto, coccodrilli giganteschi, demoni de LA TERZA MADRE di Dario Argento, arti di corpi mutilati qua e là, calchi, protesi, silicone e gesso. Onestamente ero molto teso e dovevo assolutamente convincere Sergio Stivaletti a realizzare gli effetti speciali del mio film e quindi, molte cose che ho visto non me le ricordo… Mi ricordo soprattutto di lui che ascoltava interessato quello che gli dicevo sul film e i suoi consigli sui bozzetti preparatori degli effetti. Ancora oggi non credo a quello che è successo, al fatto che lui abbia preso parte al film, che sia venuto sul set e che abbia lavorato con noi ore e ore. È stato molto bello, indimenticabile.

8. Vuoi raccontarci qualche aneddoto che ha a che fare con il tuo ultimo film?
Sì, posso raccontare di Ottaviano Blitch. Dovete sapere che Ottaviano è un attore che crede molto nel suo lavoro e che usa tecniche d’impesonificazione molto forti. Durante le riprese del film Ottaviano non era Ottaviano, ma Adam. Per l’intero tempo delle riprese nel Market, lui era per tutti “il Macellaio”; non è mai uscito dal personaggio, tant’è che le ragazze attrici del film erano veramente terrorizzate da lui. Avevano paura di camminare non accompagnate fra gli scaffali quasi bui del supermercato. Ottaviano era talmente credibile che anche dopo lo stop per lui la scena non finiva. Una sera Elisa Sensi ed Eleonora Stagi camminavano sole nel Market e ad un certo punto sbucò fuori dagli scaffali “Adam – il Macellaio” tutto insanguinato dopo aver macellato una delle sue vittime. Sentimmo le loro urla fino fuori del supermercato!
Oserei dire che Adam per Ottaviano Blitch è stato un po’ come Jack Torrence per Jack Nicholson o Joker per Heath Ledger. Una volta che vesti i panni di un personaggio così bene, è poi difficile smetterli!

9. Hai riscontrato particolari problemi nella realizzazione di qualche scena, durante le riprese? Purtroppo sì! Queste sono quelle domande a cui si vorrebbe rispondere: - No, è andato tutto liscio come l’olio!
Durante le riprese in camera-car della jeep dei tre protagonisti, nei primi due giorni di riprese abbiamo riscontrato qualche problema. Durante il primo ciak di camera-car, senza carrello e con l’attrice che guidava sul serio la jeep mentre recitava, l’operatore e i tre attori hanno rischiato veramente la vita alla prima curva. Per poco la jeep si ribalta e l’operatore ha rischiato di essere stretto fra la jeep ed il pick-up della regia che viaggiava davanti. Abbiamo subito interrotto le riprese in camera-car e realizzato delle inquadrature fisse a terra. Il secondo giorno è stato qualcosa di simile ed io onestamente volevo concludere le riprese e non girare più IN THE MARKET. Fortunatamente la produzione è riuscita a trovare in extremis un carrello e un’auto con traino per realizzare il camera-car con la jeep sopra il carrello. Il terzo giorno abbiamo cominciato così le riprese effettive e in poco abbiamo recuperato i giorni persi.

10. Sondando i tuoi gusti personali ti chiedo quali sono i tuoi romanzi e autori preferiti, e quali sono i tuoi film e registi preferiti.
Fra gli autori esistenti che preferisco c’è Alessandro Baricco; mi piace molto il suo modo di scrivere e come descrive certi stati d’animo ed emozioni. È molto visivo nel raccontare i suoi romanzi, forse è anche per questo che lo stimo molto. Leggo anche Paulo Coelho e fra gli autori del passato, William Shakespeare, Edgar Allan Poe, Virginia Woolf.
Mentre fra i registi e film che preferisco ci sono MISSION: IMPOSSIBLE 2 di John Woo, SCREAM 2 e SCREAM 3 di Wes Craven, TERMINATOR 2 di James Cameron, MULIN ROUGE! di Buz Luhrmann, COLLATERAL di Michael Mann, SLEVIN e PUSH di Paul McGuigan e come ho già detto nelle risposte precedenti, anche le opere dei registi Joe Wright e Alfonso Cuaròn. Logicamente non posso dimenticare tutto Quentin Tarantino con particolare attenzione per KILL BILL, PULP FICTION, BASTARDI SENZA GLORIA.

11. Ultima domanda: progetti futuri?
Anche questa è una bella domanda! In passato ero abituato a mettere più carne al fuoco di adesso. Prima di finire un film, già pensavo a progetti futuri. Ora, onestamente preferisco fare uno step alla volta. Non escludo che nella mia mente già ci siano idee stuzzicanti da realizzare, ma ancora non ho valutato la fattibilità produttiva o il modo migliore per realizzarle. Certo è che mi piacerebbe realizzare qualcosa in piano sequenza, magari con camera a spalla, sia esso un film horror o un drammatico. Quel che sarà, sarà, ma di sicuro sarà molto particolare!

Emanuele Mattana

venerdì 19 febbraio 2010

INTERVISTA A LORENZO LOMBARDI (di MONIA MARIANI su ILFENDENTE.it)

LORENZO LOMBARDI:
GIOVANE REGISTA E NEO AUTORE DI POESIE

Il giovanissimo regista di origini biturgensi ottiene numerosi premi e ottimi consensi per il suo primo Horror “In the Market” girato nell’Alto Tevere.

1. Quando è iniziata la tua passione per il cinema?
Forse è sempre stata dentro di me! Fin da piccolo amavo essere ripreso da mio padre nei video di famiglia. Lui è sempre stato un appassionato di ripresa e fotografia e ha sempre cercato di mantenersi all’avanguardia con la tecnologia. Ben presto passai da davanti a dietro la telecamera. Dall’età di 9 anni in poi, non era più lui che girava il filmino delle vacanze, ma io. Passo dopo passo, un po’ per divertimento, un po’ per passione, ho cominciato assieme ai miei amici a mettere insieme i primi cortometraggi. Dal 2001 ad oggi abbiamo realizzato più di 50 progetti e nel 2006 abbiamo creato WHITEROSEprd., l’organizzazione che oggi ci rappresenta come casa di produzione.

2. Parlami un po’ delle tue origini e della tua famiglia...
Sono nato il 27 settembre del 1986 a Sansepolcro (AR) ma da sempre abito a San Giustino (PG). I miei genitori sono entrambi toscani come tutti i miei nonni. Mio padre è nato ed ha vissuto per molti anni a Caprese Michelangelo (AR), mentre mia madre è nata a Bibbiena (AR), ma ha abitato fino al 1977 a Chiusi della Verna. Entrambi si sono trasferiti per lavoro a San Giustino, si sono sposati ed hanno costruito la casa dove tutt’ora viviamo. Da piccolo tutti i fine settimana tornavamo a Chiusi della Verna e quindi posso dire di aver vissuto molto della mia vita a cavallo fra Umbria e Toscana. D’altronde San Giustino è a pochissimi chilometri dal confine e quindi capita spesso di valicare. Sansepolcro è una cittadina che mi piace moltissimo e che sotto parecchi aspetti è persino cinematografica.
Per il mio ultimo film IN THE MARKET sono voluto “tornare” appositamente in Toscana per girare alcuni scene in esterno, perché conosco bene certi paesaggi e sapevo senza ombra di dubbio come poterli inquadrare nel modo migliore.
Per quanto riguarda la mia famiglia, non posso dimenticare di avere una sorella, Sara. Una persona molto speciale nella mia vita e che crede molto in quello che faccio. Mi appoggia sempre e non solo a livello morale, qualche volta si è sbilanciata anche a livello finanziario!

3. La tua infanzia:
Bella domanda! La mia infanzia credo sia stata molto normale, ma una cosa che ricordo sopra tutto è la mia voglia di creare, di costruire, di dare spazio alla fantasia. Sono sempre stato un bambino ordinato e che amava la simmetria, cosa che oggi sfrutto molto nelle mie inquadrature. Da piccolo non sono andato molto al cinema e non guardavo neanche molta televisione; sì, giocavo molto ai videogmaes, ma preferivo di gran lunga il lego e le macchinine!
Una curiosità è che spesso la mia infanzia rivive attraverso le cassette che mio padre ha registrato, dove spesso ci siamo io e mia sorella che le combiniamo di tutti i colori. Ho voluto omaggiare questo in due occasioni. Nel mio primo film LIFE’S BUT, c’è un flashback di una sorella che è all’ospedale da suo fratello; i bambini che si vedono nelle immagini siamo proprio noi: mia sorella ed io. Infine ho preparato un cortometraggio che è tratto da una poesia del mio libro MENTRE I TUOI OCCHI DORMONO e si chiama DUE STELLE DELLA NOTTE dove ci siamo sempre noi due.

4. I tuoi studi:
Non sono andato all’asilo, o meglio ci sono andato due settimane, ma avevo il terrore delle suore e ogni mattina che mia madre mi ci accompagnava era un’odissea. Ho avuto la fortuna di trascorrere la mia infanzia a casa con i miei nonni e mia sorella. Ho frequentato elementari e medie a San Giustino e le superiori a Città di Castello. Mi sono diplomato come geometra. Prima di voler fare il regista, sognavo di diventare un architetto. Nell’arco degli anni ho trovato molte similitudini fra le due professioni. Come dicevo, la simmetria, il gusto dell’immagine, etc. Quindi non sono stati anni del tutto buttati. Ho avuto la possibilità di realizzare ben due cortometraggi, di genere storico, con la mia classe, e che sono stati premiati in dei concorsi nazionali. Il più importante dei corti è sicuramente LA ROSA BIANCA che ha vinto nel 2004 il premio Venanzio Gabriotti a Città di Castello e l’Efebo Corto Giovani a Trapani. Da quel premio, la rosa bianca è diventata un po’ un’ossessione e un emblema. Ho chiamato WHITEROSEprd. la mia casa di produzione, proprio per ricordare sempre quel cortometraggio e quello che mi aveva dato: la voglia e la sicurezza di continuare.
A geometri avrei voluto fare un po’ più di materie umanistiche, ma mi sono rifatto negli anni: un po’ come autodidatta e un po’ perché mi sono iscritto al DAMS di Roma3. L’università è stata una bella esperienza, che mi ha fatto scoprire e conoscere molte nozioni, ma soprattutto mi ha aperto un mondo che non conoscevo, quello della città, di Roma. D’altronde sono un ragazzo di provincia e questo ha i suoi pregi e difetti, anche se devo dire, con il senno di poi, che sono di più i pregi.
Mi sono formato anche attraverso numerosi corsi, come teoria e pratica cinematografica tenuto da Federico Greco, di sceneggiatura, di ripresa e montaggio.

5. Cosa vuol dire per te fare il regista? cosa provi dietro una cinepresa?
Quello che più mi spinge a fare questo “mestiere” è il poter raccontare attraverso un’arte così potente i miei sentimenti e le mie emozioni. Ritengo che la settima arte sia un mezzo che racchiuda tutte le altre arti: pittura, fotografia, musica, letteratura, poesie, etc. Molte volte nella vita ho sentito il desiderio di imprimere i miei pensieri, siano essi scritti in pezzi da carta o in un nastro magnetico.
Per me fare il regista è un sogno che si sta realizzando. Quando mi trovo dietro la cinepresa sento di poter dire quello che sono, di far vedere agli altri il mio punto di vista, di farmi conoscere. La cinepresa è una sorta di mia soggettiva, un prolungamento dei miei occhi. È bello far vedere agli altri quello che vedo attraverso con gli occhi e non solo, magari anche col cuore. Qualcuno un giorno mi disse: - “Quando proietterai un tuo film al cinema, di fronte ad una folta platea, ti sentirai vulnerabile, come un libro aperto!”.
Non credevo che mi sarei mai sentito così, ma alla prima del mio film ho provato proprio questo. In quel momento molte persone stavano vedendo quello che ho visto e come l’ho visto. Sembra strano, ma gli spettatori, guardando un tuo film, possono comprende molto di te. Ancora di più se non si è solo registi, ma anche sceneggiatori dell’opera.

6. La tua soddisfazione più grande nel tuo lavoro quale è stata?
La più grande soddisfazione in assoluto è stata riuscire a proiettare IN THE MARKET in una multisala. Mi sono sempre prefissato quell’obiettivo e come un sogno che si realizza, siamo riusciti ad arrivare a questo traguardo. Abbiamo avuto un’anteprima bellissima con photocall, firma del poster, party e proiezione. Altra soddisfazione è che il film è stato visto da molti spettatori e questo ha portato ad una distribuzione più ampia che avrà inizio dal 29 gennaio 2010. Diciamo che questo è un secondo sogno che si realizza.

7. Il tuo ricordo più bello...
Il ricordo più bello è il giorno in cui sul set di IN THE MARKET è arrivato il maestro degli effetti speciali Sergio Stivaletti. Avere al mio fianco un “mostro sacro” come lui mi ha dato una carica di adrenalina non indifferente e vederlo all’opera è stato fantastico. Ho capito in quel giorno le potenzialità del film. Se accanto a me ero riuscito a portare Sergio Stivaletti e lui era entusiasta nel vedere le scene, voleva dire che eravamo sulla buona strada.

8. Dove hai iniziato a fare cinema?
Il mio primo cortometraggio è stato URLA DI SILENZIO (2001), un horror di 20 minuti con qualche effetto speciale artigianale e molto ketchup. Una sorta di remake di Scream girato interamente in casa mia.

9. I tuoi primi lavori
L’anno dopo il mio primo cortometraggio ho girato un lungometraggio dal titolo LA VIGILIA D’OGNISSANTI (2002), anche questo un horror/fantasy con streghe, fantasmi, demoni e due sventurate amiche che si trasferiscono in una nuova abitazione. Classica storia, è vero, ma che mi ha impegnato molto. Di lì in poi ho girato alcuni cortometraggi di ricostruzione storica e sono arrivato sino a LIFE’S BUT (2006), mio primo vero film.

10. Qual’è il regista a cui ti ispiri?
Il regista a cui mi ispiro di più è senz’altro Quentin Tarantino. Un regista che a sua volta s’ispira a molti generi e registi, molti dei quali italiani. Per me Tarantino è il regista vivente che meglio racchiude l’essenza del regista/autore. È in grado di stupire, scrive sceneggiature originali con dialoghi senza uguali e ha un gusto dell’immagine che ammiro molto. Vedere KILL BILL è come studiarsi un manuale di cinema. Mi piace molto il suo stile ed in IN THE MARKET lo ho omaggiato molto.

11. E il film che preferisci in assoluto?
Ci sono molti film che tengo nel mio immaginario, specie quelli che hanno movimenti di macchina difficili e di registi come Antonioni, Welles, Cuaròn, Wright, Kubrick, Spielberg, tanto per citarne alcuni, ma come ho detto, forse quello che racchiude il maggior numero di qualità è Quentin Tarantino e quindi direi che il film che preferisco è KILL BILL.

12. Parlami di In the Market (quando e come nasce l’idea)?
L’idea di IN THE MARKET nasce nel 2006 sul set di LIFE’S BUT, quando ci trovavamo all’interno di un supermercato per girare una scena dei titoli di testa. E ci siamo detti: - “Perché il prossimo film non lo giriamo in un supermercato? C’è tutto!”
E così è stato. Volevamo però, dare un qualcosa di originale, di strano, e abbiamo scelto di ambientare in una location così tranquilla un truculento horror splatter. Il market è stata una location formidabile, soprattutto perché è stata sfruttata di giorno e di notte e in tutti i suoi punti. Dai meandri degli scaffali, alla macelleria, dalle celle frigorifere ai sotterranei. Girare un film in poche location era anche una scelta molto importante dal punto di vista produttivo, opzione non trascurabile nel nostro caso, visto che siamo una produzione indipendente.

13. Perché un horror? Cos’è che fa la differenza per un buon horror?
Abbiamo scelto un horror perché è il genere che maggiormente può dare buoni risultati con budget risicati. Un horror è un film che con poco può risultare spettacolare. Quello che volevamo maggiormente era attirare attenzione, curiosità. Se fai una commedia a meno che non sei Pieraccioni, in Italia, non vai da nessuna parte. Non volevamo cadere nello scontato con un film drammatico di famiglie che si separano o peggio, famiglie allargate. Forse è stata una scelta un po’ obbligata, ma che ha dato i propri frutti. Soprattutto volevamo cercare di ridare un po’ di luce ad un genere che negli anni passati in Italia era fiorente. E poi, diciamola tutta, fare un horror, è anche divertente!

14. E per produrre buon film cosa serve?
Sicuramente in primis un’idea originale e una buona sceneggiatura. Successivamente si deve scegliere la modalità migliore per rappresentarla: lo stile di ripresa e la qualità che si vuole raggiungere, il cast (attori famosi o no). In un horror non si necessita di attori di richiamo, perché vige la regola che non si può uccidere Scamarcio! Anche se secondo me potrebbe fare scalpore, in un film intendo! Ma in Italia non si azzarda mai e quindi credo che prima che accada, ne passerà di acqua sotto i ponti.
In ultimo se hai un buon budget stai più tranquillo, ma non è sempre fondamentale, per un buon risultato, avere molti soldi.

15. Parlami del cast di In the market (chi gli attori, da dove vengono e cosa fanno nella vita).
Gli attori principali di IN THE MARKET sono Marco Martini, Elisa Sensi e Rossella Caiani. Sono tre attori emergenti che stanno studiando molto e che nel mio film si sono adoperati fino allo stremo. Marco Martini è di Sansepolcro e ha collaborato con me in numerosi progetti. Sta lavorando per mantenersi e cerca di portare avanti la propria passione per il cinema con continui corsi di teatro. Elisa Sensi è di San Giustino e ha collaborato con me, come anche Martini, nel mio precedente film LIFE’S BUT. In questo momento sta studiando a Roma in un accademia di recitazione, fa teatro e doppiaggio. Rossella Caiani è originaria di Terracina e l’ho scelta attraverso il casting nazionale tenuto a Roma prima dell’inizio riprese e anche lei ha alle spalle molto teatro. Un cammeo lo fa Eleonora Stagi, giovane attrice nonché mia fidata collaboratrice nelle varie fasi dei miei progetti. Sto puntando molto su di lei ed ora sarà la protagonista di un videoclip.
Il cattivo di turno è interpretato magistralmente da Ottaviano Blitch, che non ha bisogno di presentazioni e gli altri componenti del cast (Massimiliano Vado, Claudio Bellanti, Gloria Coco, Silvano Granci, Alessandra Maravia) sono tutti professionisti che spaziano dal cinema, la tv ed il teatro.

16. Parlami dei premi che ha vinto in The market?
Nel 2009, IN THE MARKET è stato selezionato in una rassegna dedicata al cinema horror durante l’ultimo “Festival del Cinema Indipendente” di Foggia e anche al “Fantasy Horror Cine-Festival” di Ancona.
I riconoscimenti maggiori li ha ricevuti al “IV° Tenebria Film Festival” che si è svolto la notte di Halloween a Potenza. IN THE MARKET si è aggiudicato tutti e 5 i premi più ambiti del festival, vincendo il premio come Miglior Film, Miglior Effetti Speciali (Sergio Stivaletti), Miglior Attore Protagonista (Marco Martini), Miglior Attrice Protagonista (Elisa Sensi) e Menzione Speciale per la Straordinaria Interpretazione (Ottaviano Blitch).
Di recente il film è stato nominato fra i 9 film horror indipendenti del 2009 più rappresentativi nel mondo dal sito IndieHorror.it.

17. È stato difficile produrre un film con un budget così ridotto?
Sì, perché l’intero budget del film è stato messo a disposizione da noi stessi e quindi ci siamo sforzati di racimolare la quota più alta possibile. È stata dura perché eravamo tutti studenti o che comunque ragazzi che avevano terminato da poco gli studi. Il film ha avuto 3 settimane di riprese e ogni giorno scalavano sempre di più i soldi dal budget. Abbiamo usato fino all’ultimo centesimo e fortunatamente abbiamo calcolato bene le spese e siamo riusciti a terminare le riprese in tranquillità. Purtroppo se non avessimo creduto in noi stessi, oggi il film non esisterebbe, perché nessuna casa di produzione o distribuzione ha creduto nel nostro progetto e soprattutto in giovani ai quali sarebbe bastata una quota irrisoria per una grande major. Mi spiace dirlo, ma in Italia i luoghi comuni, spesso sono veritieri e se non hai un nome, il tuo film non lo produrrà nessuno.

18. Che tipo è Ottaviano Blitch?
Ottaviano Blitch è un bravissimo interprete. Un italiano che ha un fare americano. Una rockstar, un eclettico individuo di grande simpatia. Per me è diventato un fratello maggiore. È stato molto bello regalare a lui il personaggio del “Macellaio”. Credo che in Italia solo lui possa dar vita a personaggi così estroversi e fuori dagli schemi. Lo ha fatto con classe e con grande padronanza. Sono orgoglioso delle sue scene.

19. La whiteroseprd. quando e come nasce? Chi ne fa parte oltre te?
WHITEROSEprd. nasce il 9 gennaio 2006 dalla necessità, dopo alcuni anni dall’inizio della mia attività, di dare un marchio e un segno distintivo al mio gruppo di lavoro. Volevamo che non si dicesse più che siamo quei ragazzi che fanno cinema, ma che siamo la WHITEROSEprd.
Questo per noi era molto importante; creare un’entità che poteva rappresentarci sotto un unico nome e che poteva farci affacciare sul panorama delle altre case di produzioni più professionalmente. Ne fa parte un gruppo creativo che è il nucleo e che si avvale di collaborazioni esterne nel momento in cui partono nuovi progetti importanti.
Il gruppo principale è composto da 6 persone (compreso me): Eleonora Stagi, N. Santi Amantini, Marco Martini, Elisa Sensi, Sara Lombardi. Queste persone, oltre che miei collaboratori, sono anche miei amici con i quali ho un rapporto molto bello di amicizia, fiducia e professionalità. Noi lavoriamo a tutte le fasi delle nostre creazioni, dalla sceneggiatura alla produzione, dalla post-produzione al marketing e promozione.
Oltre ai film, WHITEROSEprd. si sta espandendo sempre di più con la realizzazione di spot, videoclip e service di riprese (spettacoli di teatro, danza, concerti). Siamo anche casting agency e promuoviamo attori e attrici emergenti e non. Ultimamente ci siamo addentrati anche in radio, dove teniamo un programma sul cinema che si chiama UN FILM ALLA RADIO (tutti i mercoledì e giovedì dalle 18:00 su RVT).

20. La persona a cui tieni di più...
La persona a cui tengo di più è di sicuro Eleonora Stagi, perché lei mi segue ogni giorno e in ogni fase. Assieme a me, quando non siamo sul set o in montaggio, cura gli aspetti di promozione, pubblicità e marketing. Aspetti che sono fondamentali per far conoscere noi ed i nostri prodotti. Quando siamo sul set è un elemento essenziale che mi aiuta a sbrigare al meglio le questioni burocratiche ed organizzative. Un vero asso nella manica. Non la ringrazio mai abbastanza per quello che fa e per quanto crede in WHITEROSEprd.

21. Quella che ti ha più supportato nelle tue scelte...
Le persone che mi hanno più supportato nelle scelte, sono i miei genitori. Senza di loro non avrei mai potuto intraprendere questa strada. Loro per primi hanno creduto in me e in quello che faccio, forse anche prima che io lo facessi. Hanno sempre assecondato le mie scelte e le mie attitudini. Non smetterò mai di ringraziarli.

22. Un tuo sogno da realizzare...
Un mio sogno da realizzare, visto che il traguardo della proiezione al cinema lo abbiamo raggiunto, ora, è avere una distribuzione in larga scala e in tutta Italia. Vedremo quello che succederà, se non sarà con questo film, magari con il prossimo. Chi lo sa?

23. Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Beh, in mente ho varie idee che volteggiano e vagano qua e là, devo però ancora dargli una forma più consistente e comprenderne le potenzialità. Un’idea che mi stuzzica è quella di dar vita ad un film in piano sequenza, ma per fare ciò, oltre ad una troupe esperta e ad un cast eccelso, bisogna avere anche un’idea che lo permetta. Stiamo anche leggendo numerose sceneggiature che ci hanno spedito. Speriamo di trovare una bella idea anche fra queste.

24. Dimmi qualcosa della poesia, quando nasce la passione per la scrittura
La passione per la scrittura e soprattutto per la poesia nasce sicuramente prima di quella per il cinema, proprio per dar sfogo ai pensieri della mente e per imprimere emozioni che altrimenti sarebbero svanite. All’età di 11 anni ho cominciato a scrivere poesie, se così si possono chiamare. Comunque più che una passione, oserei chiamarla una necessità, che si è manifestata e si manifesta in momenti di grande amore o di grande dolore. Per esempio, anche per lunghi periodi non tocco penna, adesso, complice la mole di lavoro per IN THE MARKET, è uno di questi. Nel tempo, però, ho avuto la fortuna di scriverne tante e di poterle raccogliere in una raccolta dal titolo MENTRE I TUOI OCCHI DORMONO.

25. Cos’è scrivere per te?
Scrivere per me è una liberazione. Spesso la mia mente è piena di pensieri e non trovo spazio per pensare ad altro. Allora prendo una penna e mi sfogo. Sia esso un elenco di cose da comprare o una poesia. Quando mi trovo in momenti particolari, mi capita di avere un gigantesco “flusso di coscienza” e scrivo velocemente pensieri che la mia mente partorisce. L’indomani rileggo il tutto e scopro che il più delle volte sono poesie con ritmo e suono. Non metto in dubbio il valore delle mie poesie, non sono Leopardi, ma di sicuro sono tasselli che raccontano il grande puzzle della mia vita.

26. Parlami del tuo libro che sarà presentato il 20
Il mio libro MENTRE I TUOI OCCHI DORMONO sarà presentato il 20 dicembre alle ore 18:00 al Museo del Tabacco di San Giustino. Il libro è una raccolta di poesie che sono state scritte in più di 10 anni. La presentazione sarà qualcosa di insolito, perché oltre a delle letture, ci saranno delle coreografie di una ballerina e soprattutto la proiezione di cortometraggi tratti da 8 poesie. Con questi video ho voluto rendere concreto e visivo il legame fra poesia e cinema. Non so è giusto, perché la poesia è qualcosa di effimero, di fantastico, che ognuno può immaginare a suo piacimento. Però d'altronde è come dar vita ad un film tratto da un libro, con la sola differenza che in questo caso il regista sa perfettamente quello che vuole trasmettere l’autore delle poesie!

27. Chi è Lorenzo Lombardi?
Lorenzo Lombardi è un ragazzo che è rapito da qualsiasi immagine in movimento!

Monia Mariani

mercoledì 13 gennaio 2010

E' ONLINE IL VIDEOCLIP "GTO - IN THE MARKET"

Clicca sopra il Banner per vedere il video
della colonna sonora del film IN THE MARKET


Il Film sarà prossimamente al cinema!

domenica 13 dicembre 2009

"IN THE MARKET" FRA I 9 FILM HORROR PIU' RAPPRESENTATIVI DI TUTTO IL MONDO

MIGLIOR LUNGOMETRAGGIO INDIPENDENTE
E MIGLIOR SCENA SPLATTER
Il film di Lorenzo Lombardi, con Ottaviano Blitch, Marco Martini, Elisa Sensi e Rossella Caiani, prodotto da WHITEROSEprd., effetti sepciali di Sergio Stivaletti, musiche di Emanuele Frusi e GTO è stato selezionato dall’importante portale INDEHORROR.it, fra i 9 film Horror del 2009 più rappresentativi di tutto il mondo, fra i quali troviamo anche "LASCIAMI ENTRARE" di Tomas Alfredson, "FRANKLYN" di Gerald McMorrow, "DIARY OF THE DEAD" di George A. Romero, tanto per citarne alcuni.

“IN THE MARKET” concorrerà al premio per il miglior lungometraggio indipendente e anche al premio per la migliore scena splatter.

Se credete in questo nuovo horror italiano, votatelo nel file allegato che trovate all'interno del sito www.indiehorror.it e rispeditelo a indiehorror@gmail.com

Se non avete visto il film, potete almeno vedere il trailer qui:
http://www.youtube.com/watch?v=0XdshDn0Bmo

A Presto!

venerdì 11 dicembre 2009

SE QUESTO FILM VI FA VOMITARE...

SE QUESTO FILM VI FA VOMITARE
VUOL DIRE CHE E' UN BUON FILM
!

All'Anteprima del film, assieme al biglietto è stato consegnato un gadget molto particolare, una bustina di carta, come quelle che si danno negli aerei, con su scritto "se questo film ti fa vomitare vuol dire che è un buon film - da portare alla visione del film e utilizzare in caso di neccesità". C'è stato riferito che in sala più volte si è udito aprire bustine, e che alcuni spettatori sono usciti addirittura dalla sala nei momenti più splatter, chiedendo: "Scusi dov'è il bagno?"
Questo ci fa ben sperare.

mercoledì 9 dicembre 2009

"IN THE MARKET" ANCORA PROTAGONISTA su HorrorPlayer.it

Horrorplayer PRESENTA:
INTERVISTA AL REGISTA LORENZO LOMBARDI
HP - Ciao Lorenzo, mi puoi raccontare come hai iniziato la tua carriera nell'ambiente cinematografico?

LL - Carriera è una parola grande… Ma proverò a rispondere lo stesso! Ho iniziato a realizzare i primi lavori all’età di 11 anni con amici e prendendo la telecamera di mio padre. Un po’ per divertimento, quel gioco è diventato un lavoro e un sogno che piano piano si sta concretizzando. Da piccolo amavo molto essere ripreso, ma poi sono passato da davanti a dietro la camera. Mi piace molto dare una visione di quello che sento. Per me riprendere qualcosa è come rendere partecipe altri di quello che vedo e di come lo vedo. Quello che faccio è un po’ come la mia soggettiva al servizio di tutti. Spero che il mio guardare attraverso il viewfinder possa interessare e piacere agli altri e che il taglio dell’inquadratura sia piacevole. Posso affermare che per me, l’obbiettivo è una sorta di prolungamento del mio occhio. Sono passato da corti a videoclip, da documentari a film. I generi che ho affrontato maggiormente sono la ricostruzione storica, il drammatico e l’horror come nel mio recente IN THE MARKET. Credo che inconsciamente mi sia avvicinato al cinema proprio perché nel mio essere c’era e c’è la voglia di farmi conoscere e di far conoscere i miei pensieri. Per me questa settima arte, il Cinema, è quella che meglio può raccontarmi e che in maggior modo mi dà possibilità di esprimermi, sia attraverso la poesia, la letteratura, la musica, la fotografia, il teatro, etc.

HP - Ora passiamo al tuo ultimo lavoro. Prima di tutto complimenti, avete sbancato il Tenebria FF aggiudicandovi tutti i premi messi a disposizione dagli organizzatori. Davvero un grande en plein. Cosa ci dici al riguardo?

LL - Sì, è stato in primis un grande onore ricevere tutti questi riconoscimenti e in secondo una grande soddisfazione e appagamento per il lavoro dedicato ad IN THE MARKET. Prendere 5 premi su 5 è sbancare, questo è vero! Abbiamo ricevuto il premio più abito, quello per “Miglior film”, ma anche “Miglior attore protagonista Marco Martini”, “Miglior attrice protagonista Elisa Sensi”, Miglior effetti speciali Sergio Stivaletti” e “Menzione speciale per l’interpretazione Ottaviano Blitch”. Sono dei riconoscimenti molto importanti per noi, perché dati da un festival di genere horror e quindi doppiamente ambiti, perché fra gli horror italiani in concorso, IN THE MARKET è risultato il migliore.
Lorenzo Lombardi Premiato Al Tenebria Film Festival

HP - Sono convinto che “In the Market” sarebbe particolarmente gradito anche all’estero e poi storicamente è destino degli horror italiani fare più fortuna fuori patria. Avete già pensato di presentarlo a qualche manifestazione di rilievo internazionale?

LL - Purtroppo l’Italia è questa. I film degli italiani vengono un po’ snobbati in Patria, specie se di genere. Parlo soprattutto da parte delle Major produttive e distributive. Perché poi se si prendono, dati alla mano, gli incassi al botteghino dei film horror stranieri, si scopre che vanno bene al cinema. Secondo me un po’ dappertutto, ma soprattutto in Italia, manca una giovane scuola di sceneggiatura che innovi e rinnovi un po’ i vecchi cliché. Le idee non mancano, manca lo scriverle bene. Non dico che IN THE MARKET sia immune da questo giudizio, ma se c’è una cosa che il nostro film ha, è l’essere libero e uguale solo a sé stesso nel modo di proporsi e nello stile di scrittura. Sì, ci sono delle citazioni allo stile di Quentin Tarantino, ma non tutto il film segue quella linea. E poi non vedo perché sputare su Tarantino. Se minimamente i nostri dialoghi possono sembrare “tarantiniani”, per me è solo un complimento.

LL - Tornando maggiormente alla domanda, credo anche io che IN THE MARKET possa trovare un gradito apprezzamento all’Estero. Il nostro film, nello spirito con il quale è stato fatto, assomiglia molto ai buoni splatter italiani di una volta, che infatti andavano molto bene fuori Italia. Ancora non ho riscontri, perché i più di 20 festival ai quali il film è stato spedito, inizieranno nel 2010. Vedremo con il senno di poi. Il film è stato spedito alle manifestazioni internazionali del 2009, fra cui Roma, Venezia e Torino. Quale sarà stato il verdetto? Nessuno, perché spesso neanche ti rispondono per dirti che il film è arrivato, figurati se non sei stato preso. Molti di questi eventi cercano solo i grandi nomi e non danno mai spazio ai giovani e a progetti un po’ fuori dal comune, specie se horror.

HP - Quando avete concepito “In The Market”? Mi pare di capire che sia un progetto, ben studiato, che nasce da lontano.

LL - IN THE MARKET nasce più di 4 anni fa, durante il set di LIFE’S BUT, il mio vecchio film. Mentre giravamo, già pensavamo a quello che avremmo fatto in futuro. Mentre realizzavamo alcune scene iniziali all’interno di un supermercato, abbiamo pensato, perché non girare un film qua dentro? In seguito venne l’idea di associare un posto tranquillo ad un cosa spaventosa. Girare un horror dove di solito le mamme e i bambini fanno spesa. In letteratura, sarebbe un “ossimoro” (l’accostamento di due parole in forte antitesi), nel cinema… Un’idea molto particolare! D’altronde una location del genere, di notte, ti offre molti spunti per un horror: dal macello, ai meandri degli scaffali bui, dalle celle frigorifere, ai sotterranei. Due anni fa, nel dicembre del 2007 iniziammo a scrivere la sceneggiatura e a luglio del 2008 abbiamo girato il film.

HP - A differenza di quasi tutti i film di intrattenimento, compresi quelli citati nel vostro trailer, direi che avete studiato un po’ di criminologia e, soprattutto, di antropologia. Ti chiedo questo perché i passaggi in cui Blitch parla “dell’immortalità” delle vittime che verranno introiettate nei corpi dei consumatori è una “pennellata” degna di chi ha dedicato una certa attenzione alla tematica. È una sensazione mia, o avete fatto ricerche ben precise?

LL - Ti ringrazio per la domanda. Sì, abbiamo studiato e ricercato molto per creare il personaggio del serial-killer interpretato da Ottaviano Blitch. Soprattutto su internet, ormai una fonte di ricerca inestimabile. Siamo andati indietro nel tempo e abbiamo scovato molti casi di antropofagia e cannibalismo. Abbiamo studiato minuziosamente tutti i casi dei cannibali dichiarati e più famosi, dal 1800 ad oggi, da Verzeni ad Haarmann, da Fish a Gein, da Chikatilo a Dahmer, da Sagawa a Meiwes. Proprio quest’ultimo nel 2001 mangiò il suo amico conosciuto in chat.

LL - Diciamo che il personaggio di Blitch, Adam “the Butcher”, è un ferocissimo cannibale con spiccate capacità d’intelletto, che ama filosofeggiare, citare e parlare. Nel farlo incute terrore alle proprie vittime e le annusa come un animale fa con la sua preda. Si potrebbe dire, con una battuta che le assapora!

HP - Sbaglio o nel personaggio di Blitch, comprese le movenze, c’è anche un po’ di “Hannibal the Cannibal”?

LL - Un po’ direi di sì, soprattutto nel modo di esporsi, per quello che dice e per come lo dice. Il filosofeggiare e l’entrare nella psiche di chi ti sta di fronte è proprio una prerogativa di Hannibal Lecter. Blitch ha dato vita ad un personaggio unico, con una mimica facciale impressionante. Adam “the Butcher” è un antropologo che fa il macellaio. Il grembiule sporco di sangue gli sta proprio stretto e cerca nuovi tipi di tagli, carne sempre più pregiata. E la troverà!

HP - Passiamo alla regia. Ho notato un grande gusto per la cinematografia di genere, specie americana, con alcune inquadrature, credo, studiate a tavolino. Su tutti ho visto molto di Quentin Tarantino, ma anche omaggi a Dario Argento, Tobe Hooper e ai film road movie stelle e strisce. Era nelle tue intenzioni fare un film citazionista?

LL - Mi fa piacere che tu abbia apprezzato certe scelte stilistiche. Il film è molto citazionista, un po’ sulla scia dell’idea di Quentin Tarantino, ossia quella di prendere e omaggiare qua e là per dare nuova vita e linfa a film del passato. Credo che il film possa essere riconducibile a certi stili e stilemi, ma che poi abbia una vita propria e che sia unico nel suo genere. Il cinema hollywoodiano è il mio pane, questo lo si deve anche alla mia età. Oggi il cinema italiano non ha più una forte identità e quindi preferisco la qualità e lo stile di certi film americani. Vado molto spesso al cinema e guardo film a noleggio. La qualità nei film recenti, spesso, la si trova solo nei film stranieri. Negli ultimi anni, se parliamo di horror, ho apprezzato molto anche gli exploit del cinema spagnolo, francese e nordico.

LL - Nel mio film ci sono molte inquadrature ispirate a Tarantino: dal fetish dei piedi di Nicole sulla jeep, agli stivali del commesso all’inizio del film, che, a mio avviso, inquietano più di un primo piano. L’ultima inquadratura, prima dell’arrivo della jeep al market, è un omaggio a THE FOG di John Carpenter e quel movimento di camera che ruota a 360°, l’abbiamo proprio soprannominato “Carpenter”. Quindi, oggi, quando mi trovo a dover realizzare un’inquadratura di quel tipo, dico al mio operatore: - Mi fai un “Carpenter”!

LL - Le inquadrature di IN THE MARKET sono state studiate prima delle riprese, anche perché ho avuto modo di conoscere bene le locations del film prima di girare. Per gli effetti speciali di Sergio Stivaletti, abbiamo realizzato un vero storyboard, disegnato da Andrea Brizi, per capire meglio come realizzare l’effetto e da che angolazione sarebbe stato ripreso.

LL - In IN THE MARKET ci sono anche omaggi, come hai detto tu a SUSPIRIA di Dario Argento, a NON APRITE QUELLA PORTA di Tobe Hooper, a HOSTEL di Eli Roth, a THELMA & LOUISE di Ridley Scott, a DUEL di Steven Spielberg e a tutto il cinema di Tarantino da LE IENE a DEATH PROOF.

LL - Posso, infine, affermare che era mio intento fare un film citazionista e omaggiare i registi che nel corso degli anni ho più apprezzato.

HP - Nei titoli di apertura appare la scritta che le circostanze che stanno alla base della sceneggiatura sono ispirate a fatti davvero accaduti e che il film contiene immagini forti non adatte a un certo tipo di pubblico. Quanto c’è di vero e quanto, invece, hanno influito le scelte operate in passato da registi quali Tobe Hooper e Ruggero Deodato?

LL - Beh, si sa che al giorno d’oggi, per vendere un film non basta più il semplice trailer ed il manifesto, ma bisogna promuoverlo molto anche su internet e fare del buon marketing. Nel nostro caso, ci sono cose vere e verosimili e, Tobe Hooper, Ruggero Deodato, Daniel Myrick, Eduardo Sánchez, ma soprattutto J.J. Abrams, hanno fatto scuola in questo.

LL - IN THE MARKET si ispira a fatti realmente accaduti in Texas nel 2005. Nel 2007, mentre navigavo in internet e mi documentavo sul sogno americano e la Route 66, mi imbattei in un “Missing Person Report” (Rapporto di Scomparsa) della polizia del Texas. Erano spariti tre ragazzi che avevano intrapreso un viaggio. Mi sono maggiormente informato e trovai telegiornali e articoli che parlavano di questo fatto. I tre si chiamavano David G., Sarah H. e Nicole F. e viaggiavano su una jeep diretti in New Mexico. Qualche giorno dopo la loro partenza, la jeep venne trovata abbandonata davanti all’Adam’s Market Inc. di Belen e gli ultimi testimoni li hanno visti entrare dentro il supermercato, ma nessuno li ha mai visti uscire. Da quel giorno si sono perse le tracce del terzetto.

HP - Come sono avvenuti gli incontri con Sergio Stivaletti e Ottaviano Blitch?

LL - Sergio Stivaletti l’ho conosciuto ad un festival; mi sono presentato e ho parlato con lui del progetto che stavo preparando. Lui è rimasto sin da subito colpito e stava cercando un film indipendente dove poter lavorare tranquillamente e divertirsi nel creare effetti che in una produzione mainstream non avrebbe avuto modo di fare. Nacque così una bella amicizia e un’altrettanto bella collaborazione.

LL - Ottaviano Blitch, invece, l’ho conosciuto sul set di un cortometraggio, dove lui era protagonista ed io ero assistente alla regia. Con lui è stato tutto molto veloce. Gli parlai del mio film e che avevo in mente un personaggio molto particolare da proporgli: un cattivo. L’idea lo stuzzicò molto e non appena pronta la sceneggiatura, gliela spedii e lui la lesse in pochissimo tempo e altrettanto velocemente confermò la sua presenza nel cast.
Il regista del film In The Market Lorenzo Lombardi con Ottaviano Blitch e Sergio Stivaletti

HP - Ho visto un Blitch molto istrionico. Il suo personaggio era così anche nella sceneggiatura oppure Blitch ha messo un po’ del suo?

LL - Il personaggio di Blitch era molto ben delineato in sceneggiatura e nel profilo che avevamo creato. Ottaviano lo ha arricchito molto con dei tic, delle movenze particolari, pause e gesti istrionici. Ottaviano dal vivo è una persona molto simpatica e particolare. Ha un’anima rock che scaturisce in tutto quello che fa. Assieme abbiamo parlato molto del personaggio, del look che doveva avere e dei dialoghi. Abbiamo letto più volte le sue battute e calibrate per cercare di dare un personaggio il più vero e graffiante possibile.

HP - Devo dire, credo sarai d’accordo, che gli attori hanno reso interpretazioni nettamente superiori alla media dei prodotti indipendenti. Quanto conta, per te, e quanto lavori sulle interpretazione degli attori?

LL - Nei prodotti indipendenti molto spesso si vedono e si sentono interpretazioni in dialetto, con dizione pessima e con pochissima interpretazione. Sono molto soddisfatto dell’interpretazione degli attori di IN THE MARKET. Sul cast di professionisti non avevo dubbi. Sto parlando di Ottaviano Blitch (Adam the Butcher), Gloria Coco (Cartomante), Massimiliano Vado (rapinatore “Bush”), Claudio Bellanti (rapinatore “Minnie”), Alessandra Maravia (Donna delle pulizie).
l'attore marco martini e le attrici elisa sensi e rossella caiani con il regista lorenzo lombardi

LL - Per i 4 attori emergenti Marco Martini (David), Elisa Sensi (Nicole), Rossella Caiani (Sarah) ed Eleonora Stagi (Ragazza dello zucchero), abbiamo lavorato per più di un mese sulle prove delle battute e movimenti in scena. Il loro lavoro è stato arricchito da un dialogue coach che li ha seguiti prima e durante le riprese e con un diction coach che li ha seguiti prima delle prove. Mi sono affidato a questi due coach professionisti, proprio perché i 4 ragazzi erano attori con esperienza, ma con pochi anni alle spalle di cinema o teatro. In Italia le figure dei coach non vengono quasi mai usate, ma ritengo che siano molto importanti, specie in un set low-budget come il nostro, dove il regista ha molte responsabilità sulle spalle e in scena deve pensare e risolvere una mole impressionante di incognite e problemi.

LL - In Italia, si taglia subito la testa al toro: invece che far recitare un ragazzo di 20 anni, se ne prende uno di 28/30 e gli si fa fare il liceale. Questa è una cosa che a me non piace affatto. Facendo così non si dà neanche la possibilità a giovani attori di lavorare e si rischia di far ridere quando Nicolas Vaporidis o Cristiana Capotondi fanno gli esami per l’ennesima volta.

LL - Infine, parlando del mio lavoro, dopo aver dato i miei paletti sui movimenti in scena e sul come farli, mi piace molto lasciare gli attori liberi di interpretare i personaggi e solo poi, magari, correggere se si discostano troppo dall’immaginario che avevo nella mente.

HP - Cosa puoi dirci sulla variegata colonna sonora. Credo tu abbia fatto comporre brani ben calibrati per ricreare il clima da road movie anni ’70, sbaglio?

LL - La colonna sonora è un punto forte del film, molto variegata e che si mescola bene. Il film può essere diviso in due grandi macro sequenza: la parte road e la parte horror. Per il road ho scelto dai 3 cd della band GTO le canzoni per accompagnare il viaggio dei ragazzi e ho fatto comporre solo le atmosfere che mancavano, fra cui la title track “In the market” (cantata in inglese), per la scena della razzia nel supermercato. Loro hanno un sound folkloristico, ma al tempo stesso con un respiro molto internazionale e “spagnoleggiante”. In alcune sonorità, ricordano molto i film di Sergio Leone con le musiche di Ennio Morricone.

LL - Per quanto riguarda la parte horror ho scelto Emanuele Frusi un compositore giovane e talentuoso, che non ha un taglio “alla Simonetti”, cioè molto elettronico. Mi piaceva dare uno stile al film con composizioni più americane alla Hans Zimmer o alla John Williams. Ho lasciato carta bianca a Frusi che ha orchestrato le musiche, dando, in più parti del film, emozioni molto forti, come sulla scena nel parcheggio sotterraneo del market.

HP - Attualmente, correggimi se sbaglio, il film non ha ancora una distribuzione. Quante possibilità ci sono di vederlo proiettato nei cinema italiani?

LL - Attualmente il film non ha una distribuzione vera e propria, ma è stato proiettato in 4 città: Ancona, Potenza, Perugia e Foggia. A Perugia il 28 novembre 2009 è stata realizzata l’anteprima del film con una grande affluenza di pubblico e nella serata il film ha tenuto testa a film americani e molto pubblicizzati come NEW MOON, 2012, DORIAN GRAY, LA DURA VERITA’. È andato molto meglio degli italiani MENO MALE CHE CI SEI o LA PRIMA LINEA.

LL - È stato un enorme traguardo essere proiettati, anche se solo per 3 giorni, in un Multiplex e un sogno ad occhi aperti avere le sale piene. Grazie a questo ottimo risultato, il film sta avendo delle proposte distributive più ampie e che se andranno a buon fine lo vedranno in scala più ampia da anno nuovo. Per il momento, incrociamo le dita.

HP - Stai già pensando a qualche progetto futuro e, se sì, pensi di riproporti con l’horror?

LL - Sì, con il mio gruppo creativo WHITEROSEprd., sto già pensando a progetti futuri; parlo al plurale, perché ho delle idee in mente, ma ancora non ne ho una in particolare. Quello che ho sempre fatto sin d’oggi è scegliere progetti che possano essere soddisfacenti per il pubblico, che incuriosiscano, ma soprattutto, avendo una produzione indipendente, che abbiano una realizzazione molto interessante dal punto di vista produttivo. Purtroppo non posso realizzare film con ufo, elicotteri ed esplosioni, quindi devo un po’ limitare la fantasia! Da una parte è un po’ frustrante, dall’altra è molto stimolante.

LL - Con questo voglio dire che non ho un genere in particolare con il quale vorrei ripropormi. Di sicuro l’horror è qualcosa che racchiude un po’ tutto quello che ho sopra riportato. È innovativo, produttivamente interessante, incuriosisce e stupisce, logicamente se fatto bene. Quindi non escludo di ritornare all’horror e per esempio con qualcosa che abbia a che fare con il soprannaturale.

HP - Grazie Lorenzo. Io e lo staff di horrorplayer.it ti ringraziamo per la disponibilità prestata e ti auguriamo un futuro cinematografico denso di soddisfazioni.

venerdì 4 dicembre 2009

IN THE MARKETing - ANTEPRIMA PERUGIA

Durante le programmazione di IN THE MARKET al Multiplex Giometti Cinema di Perugia, sono stati esposti alcuni oggetti di scena, fra cui la seggiola "atta" ad immobilizzare David, con alcuni strumenti utilizzati da Adam "the Butcher" per torturare le sue vittime. Ma la cosa che ha impressionato di più è stata quella del piatto e la forchetta, utilizzati da Adam per i suoi banchetti cannibali, sotto una teca e con all'interno resti di carne "umana".
Vi consigliamo anche di leggere l'interessante intervista del Regista Lorenzo Lombardi, rilasciata ad HorrorPlayer.it, che fra pochi giorni sarà on-line anche su questo blog; per il momento la trovate a questo link:

giovedì 3 dicembre 2009

VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI

La censura ha vietato IN THE MARKET ai MINORI DI 18 ANNI
ma è un dato di fatto, il film piace anche ai più piccoli.

lunedì 30 novembre 2009

SUCCESSO PER “IN THE MARKET” L’HORROR DEL GIOVANE LORENZO LOMBARDI

Successo per la pellicola "IN THE MARKET"
del giovane regista Lorenzo Lombardi e il suo cast
Alta valle del tevere - Un Horror tutto "made" in altotevere. Quello proposto "In the Market” di Lorenzo Lombardi - giovane regista ventitrenne, sceneggiatore e produttore indipendente d’origini biturgensi ma residente a San Giustino - che firma con esso la sua seconda pellicola (dopo Life’s but - La vita non è altro che del 2006). Il film V.M. di 18 - ispirato dicono gli autori ad un fatto realmente accaduto , e classificato come la risposta italiana a pellicole come “Hostel” and “Saw” - è costituito da un cast da giovani attori quasi tutti nati e cresciuti nell'alta valle del tevere tra Sansepolcro, Sangiustino e Città di Castello; ma la pellicola vanta anche collaborazioni importanti come quella di Sergio Stivaletti - noto collaboratore di Dario Argento - e quella di Ottaviano Blitch - speaker di Virgin radio e già visto in “Italians” di Veronesi. Ma per la maggior parte sono tanti i volti , assolutamente non comuni , come i giovani protagonisti da Marco Martini (biturgense) a Elisa Sensi a Rossella Caiani. “In the market” racconta la storia di tre amici (Sarah, David e Nicole) che il desiderio di godersi l’agognata vacanza dopo la fine del college spinge ad intraprendere un viaggio senza meta, col solo punto fermo della partecipazione al concerto dei GTO. Il viaggio prosegue in uno scambio di battute tra i giovani amici finché una rapina nei pressi di una pompa di benzina li deruba di tutti i loro risparmi, alterandone gli animi e la spensieratezza. La ricerca spasmodica di un telefono - per avvisare la polizia del furto subito - porta i tre ad un supermercato - The market per l’appunto (omonimo "Confront market "di Sangiustino) - ma l'avventata idea di David di nascondersi dentro al locale per mangiare e bere gratuitamente durante la notte, porta i tre ad imbattersi in un destino crudele "tinto rosso sangue tra le dita di un bizzarro macellaio". “In the Market” proiettato venerdi 27 e ieri sera sabato 28 dalle 22:30, per la prima volta in una sala cinematografica - una nota multisala a Perugia - ha riscosso un grande successo di pubblico - sabato al primo spettacolo c'erano oltre 200 spettatori - è già stato inserito nel cartellone del “Fantasy Horror Cine Festival” di Ancona, ed ha già incassato cinque premi di tutto rilievo. Al “Tenebra film festival” di Potenza ha ricevuto - nell’ottobre scorso - tre statuette per: miglior film, migliori effetti speciali,miglior attore e attrice protagonista, e una menzione speciale alla partecipazione di Blich. In the market è stato prodotto e girato dalla Whiterose production - di cui lo stesso regista è presidente - con un budget limitato di soli 20 mila euro, ed è stato girato in circa due settimane - metà road-movie e metà horror - tra Anghiari, Pieve Santo Stefano, San Giustino e San Leo Bastia (gli scorci sono facilmente riconoscibili) utilizzando una troupe di 20 persone e 15 attori tutti under 30. “Malgrado il piccolo budget a disposizione” ha affermato il giovane Lombardi “siamo riusciti ad ottenere un prodotto cinematografico di alta qualità”. Infatti l’horror alto tiberino è stato girato in full Hd e ampiamente godibile in dolby surround. Bellissima la fotografia di Santi Amantini e le musiche dei GTO. Alta la suspense che non da tregua. E’ stata un’impresa” come dice Lombardi “ma siamo felicissimi di tutto quanto e dell’anteprima del film che è stata davvero importante”. “In the market” presentato in oltre 20 festival italiani, sarà il 3 dicembre prossimo al Festival indipendente di Foggia dove è stato selezionato in concorso nella sezione “Festival a mezzanotte. Tre passi nel fantastico”. Un film vivamente consigliato anche a chi non ama gli horror. Perché ben fatto e con spunti di regia interessanti. Auguri a questi giovani artisti locali che stanno portando in giro il nome, e la storia del nostro territorio. Vivissimi auguri di un felice successo anche dalla nostra redazione.

Monia Mariani